Internet ci rende nudi come Adamo ed Eva nel giardino dell’Eden Francesco Pizzetti, Garante italiano per la Privacy
Unione europea e Garante italiano per la Privacy uniti contro Facebook per proteggere dati personali. “Volete che Internet diventi una giungla? Potrebbe accadere presto, se non si riesce a controllare l’uso dei vostri dati personali online”. Queste sono le parole del commissario Ue per la Società dell’Informazione e Media, Viviane Reding, che tira le orecchie agli Stati membri che non si impegnano a tutelare adeguatamene l’identità di tutti gli utenti Web. Francesco Pizzetti, Garante per la Privacy, risponde a tono rincarando la dose: “Rischiamo di essere la prima generazione destinata a portarsi dietro tutto il proprio passato, poiché l’uso sempre più massiccio della rete e dei social network rende i dati incancellabili”.

Il dito è puntato contro il più famoso dei social network che è stato accusato di non proteggere adeguatamente la privacy degli utenti che vi si sono iscritti. Facebook da solo, secondo le dichiarazioni del suo fondatore Mark Zuckerberg, l’ 8 aprile ha superato quota 200 milioni di utenti. In Europa dei 283 milioni che navigano abitualmente sul web, oltre 210 sono iscritti a un social network. In Italia il fenomeno è esploso a partire dalla seconda metà del 2008 e la questione “privacy” comincia a far sentire il suo peso: con i suoi 11 milioni di iscritti, è al quarto posto in Europa e detiene il primato del tasso di crescita, secondo l’analisi di comScore relativa al trend di febbraio. In Ue a febbraio l’incremento è stato del 314%, in Italia ha registrato una crescita del 2.700%. In Europa è leader la Gran Bretagna con 22,6 milioni di utenti, seguita dalla Francia con 13,7 milioni.
Il commisario UE si sofferma sulla tutela dei minorenni e da lì è partita la richiesta a Facebook di nascondere il profilo di chi non ha ancora 18 anni. Tutt’ora invece chiunque può essere contattato da chiunque faccia parte della comunità. E c’è chi domanda regole e sanzioni per coloro che non si impegneranno a garantire la privacy dei minori o di chi farà un uso spregiudicato della pubblicità digitale sfruttando le informazioni personali. In particolar modo quelle nuove forme di messaggio promozionale che sfrutta i dispositivi rfid (Radio frequency identification).
Regole europee sulla privacy chiare e rigorose non bastano più: è sempre più difficile controllare il flusso digitale delle nostre vite.
Dove si arriverà con questa corsa frenetica all’informazione? Cosa si otterrà con la diffusione così veloce del mezzo di comunicazione più potente del nostro secolo, Internet?
Staremo a vedere. Nel frattempo aspettiamo regolamentazioni su social network e compagnia bella!


